E-doll di Francesco Verso
Il romanzo vincitore del Premio Urania 2008
Siamo in futuro non troppo lontano, in una Mosca in cui si muovono uomini e robot. Con questo romanzo Francesco Verso ci introduce in un caso di omicidi anomali, unendo la fantascienza al giallo, in un neo-noir, come viene definito nell’intervista a fine libro, in cui la verità non viene versata a piccole dosi, ma esplosa alla fine in tutta la sua drammatica e triste concretezza.
Lo stile dell’autore si addice alla narrazione. Non frasi secche, ma periodi ben costruiti, studiati, con il preciso intento di andare a fondo nell’animo umano e in quello dei robot. Tutto sembra muoversi da un’introspettiva che di volta in volta cambia punto di vista, così i vari Maya, Eva, Gankin e persino Angel ci offrono una loro visione del mondo e degli eventi che stanno vivendo.
Una storia narrata in terza e in prima persona contemporaneamente, dove la prima varia all’entrata in scena di un altro personaggio. Un racconto a più voci, quasi, che ci svela il futuro di un’umanità che ha trasformato il sesso, plasmandolo secondo l’immagine delle sue necessità più intime, togliendo ogni inibizione in funzione dei reali e più perversi bisogni.
In una recensione ho letto della sorpresa avuta per l’ambientazione geografica del romanzo: Mosca. Perché ambientare un romanzo di fantascienza proprio a Mosca? Mi chiedo, invece, perché no? Perché una storia di fantascienza deve necessariamente essere ambientata in America?
Nella fantascienza non possono esserci limiti geografici, perché è fantascienza tutto ciò che unisce la fantasia con la scienza e questi concetti non hanno né possono avere confini spaziali, semmai temporali.
Così come il tema dominante, il sesso, qui abilmente svelato e approfondito dall’autore, ribadisce quell’assenza di limiti che il genere deve avere.
L’unico appunto che faccio a Francesco Verso è la mancanza di note esplicative nella sua storia o quantomeno di approfondimenti per far capire al lettore, e non solo vagamente intuire, quei termini russi introdotti che, se da una parte non stonano ma rendono l’ambientazione più reale e credibile, dall’altra, in alcuni casi, possono lasciare in chi legge un senso di incompletezza. Parole come devochka modniki o skidki sono per noi sconosciute, per fare un esempio.
Per il resto leggete E-doll senza tenere conto di altre, tremende recensioni, che non hanno fatto altro che esagerare in commenti negativi. E-doll, o Il Fabbricante di sorrisi, introduce il dilemma sulla coscienza delle macchine: androidi in grado di soddisfare ogni desiderio umano fino a che punto possono spingersi? Se a loro è concesso simulare e imitare ogni reazione e emozione umana, può, deve, esser loro concessa ogni caratteristica della specie umana?
- E-doll di Francesco Verso
- Urania 1552, Mondadori
- 304 pagine
- novembre 2009
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4 commenti a “E-doll di Francesco Verso”
Attenzione, nei commenti possono essere presenti spoiler del libro
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Antologia di 365 storie nere scritte da autori famosi ed esordienti a
favore di A.I.S.EA Onlus, associazione di famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante.





leggendo la recensione mi ricorda un pò asimov………..
Uh bello questo… mi piacciono un sacco le storie in cui le macchine pensano… ti ricordi, c’era anche un racconto di Asimov… beh ce ne sono milioni, ma mi riferisco a uno in cui si trattava di automobili abbastanza iraconde
Non ho letto quel racconto, mi sa…