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Ritorno al domani di L. Ron Hubbard

Recensione scritta da Daniele Imperi il 29 Marzo 2007

Ritorno al domani“La fantascienza non è la conseguenza di un fatto, di una scoperta o di un processo scientifico. Indica semplicemente una possibilità, una dichiarazione d’intenti per il futuro.” Queste parole sono dell’autore e fanno parte della prefazione che accompagna questo romanzo, scritte da Ron Hubbard nell’ottobre del 1980.

Niente di più vero. In questa bellissima prefazione Hubbard ci illustra che cosa è la fantascienza, parlandoci dei suoi trascorsi da scrittore. Ben conosciuto per due saghe fantascientifiche, Battaglia per la Terra e Missione Terra, Hubbard ci regala con questo romanzo una storia affascinante e struggente ad un tempo.

Una possibilità, quella raccontata da Hubbard attraverso le avventure di Alan Corday, ingegnere di classe decima. Un viaggio fantastico e drammatico fra le stelle e il vuoto, fra il tempo e lo spazio. Con una prosa avvincente e pochi ma ben studiati personaggi Hubbard ci delinea un futuro possibile e per nulla roseo.

Ritorno al domani è una frase che incute paura e soggezione, perché racchiude un significato ben preciso, fin troppo conosciuto. Il domani non è più così vicino come sembra, come siamo abituati a vederlo. Il domani rappresenta per Alan Corday un presente senza futuro, un presente ancorato al suo passato.

Non c’è fuga da quel presente, né redenzione per quel domani, troppo veloce, troppo vertiginoso negli eventi e nei mutamenti. La Terra è ormai un ricordo, quella in cui è nato e in cui cominciò la sua avventura. La Terra del domani, a cui ritorna periodicamente, è un mondo sempre più estraneo, sempre più sconosciuto e folle per poter essere accettato e ancora amato.

L’unica salvezza, nel caos di eventi che hanno cambiato la sua vita, sono adesso le stelle. E’ un uomo senza tempo che insegue il futuro e rifugge il passato, in un presente che sembra durare un’eternità.

Ritorno al domani è fantascienza pura, quella che resta e lascia il segno. Hubbard è uno scrittore che si lascia amare subito, fin dalle prime righe il lettore sa di avere fra le mani una storia incredibile, da divorare prima di domani.

Il nome completo dell’autore è Lafayette Ronald Hubbard.

  • Ritorno al domani di L. Ron Hubbard (tit. orig. Return to tomorrow)
  • Edizione Mondolibri su licenza Casa Editrice Nord
  • 246 pagine
  • luglio 1999

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14 risposte a “Ritorno al domani di L. Ron Hubbard”

  1. Ciao il tuo sito mi piace molto, io ne ho uno simile, un blog, su splinder, parlo di libri, ma mi dilungo soprattutto sul genere urban fantasy e paranormal romance. Se ti va visitalo. Io intanto ti aggiungo ai miei link, se tu vorrai fare lo steso mi farà molto piacere.

  2. Libri da leggere

    Grazie Weirde, ok per lo scambio link.

  3. Mai, mai letto qualcosa di più bello e al tempo stesso realistico. Ampio contenuto di valori umani. Jocelin… senza aggettivi!
    Lo raccomando alle persone… speciali.

  4. UN LIBRO DELUDENTE, COME TUTTI QUEELLI DI HUBBARD. GLI E’ RIUSCITO MEGLIO L’INVENZIONE DELLA SETTA DIANETICA/SCIENTOLOGICA (X LE SUE TASCHE PIENE DI DOLLARI)

  5. Deludente? Assolutamente no, Ritorno al domani è un bellissimo romanzo, crudo, realistico e, secondo me, anche anticipatore del futuro che aspetta la Terra…

  6. LE CONSIGLIO DI LEGGERE I TANTI LIBRI SCRITTI DA 30 ANNI IN SU SULLA S.F.: STRANAMENTE NON APPARE (QUASI) MAI IL NOME DI Hubbard. sarà mica tutti scemi, no?

  7. E questo che significa? Per me resta un bellissimo romanzo di fantascienza, ben scritto. Se a te non piace non significa che sia deludente per tutti.

  8. PER QUASI TUTTI I CRITICI (iTALIANI E STRANIERI) SI’, STORICAMENTE Hubbard E’ VALUTATO UNO SCRITTORE DI PULP DI SECONDA FILA E, RIPETO, NON PENSO PROPRIO SIANO TUTTI SCEMI, O PREVENUTI. POI, CONTENTO TE, CONTENTI TUTTI, LOGICO.

  9. Io non mi baso su ciò che scrivono altri (critici o meno) per valutare un libro, ma sui miei gusti. Il discorso che fai non regge. E qui si sta parlando del romanzo Ritorno al domani e non di Hubbard in generale. A te non è piaciuto? Bene. Ad altri sì, me compreso. De gustibus non disputandum est.

  10. SI CAPISCE, A ME E’ SEMBRATO UN LIBRO SI’ E NO DA ADOLOSCENTI, MA CREDO SIA UN CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE FAR SAPERE CHE Hubbard NON E’ CONSIDERATO DALLA CRITICA DI S.F., VISTO CHE IL SOTTOSCRITTO HA LETTO UN DECINA DI LIBRI IN MERITO. DUNQUE, X CORRETTEZZA, COMMENTANDO IL LIBRO, HO SEGNALATO QUESTO FATTO, POI CERTO PER TE PUO’ ESSERE IL LIBRO + BELLO DEL MONDO, NO PROBLEM: CHI SI ACCONTENTA GODE… SI PUO’ DIRE CHE UN QUALSIASI GIALLO DA EDICOLA SIA IL MIGLIOR NOIR DI TUTTI I TEMPI, E CI SI PUO’ SENTIR RISPONDERE CHE QUELL’AUTORE NON LO CONOSCE NESSUNO NELL’AMBITO DEI GRANDI DEL NOIR. DOV’E’ IL PROBLEMA, AMIGO?

  11. Certo che è un contributo alla discussione. Non lo considero il miglior libro di fantascienza, per me c’è Asimov al primo posto.

  12. INDUBBIAMENTE, QUANDO SI PARLA DI Hubbard, SI DOVREBBE TRALASCIARE LA SUA (CONTEMPORANEAMENTE) patetica e terribile organizzazione che si è inventato, con tutte le sofferenze che ha cusato e causa… quindi ho sbagliato io a citarla nel primo post, senonchè mi è proprio venuto istintivo: ma come, col delirio che ha combinato con la sua setta, pure dobbiamo metterlo nell’olimpo degli autori s.f.?! quando proprio questo non sta nè in cielo nè in terra. E ora vorrei FAR CONOSCERE un libro a mio avviso splendido e molto poco consciuto: “LA BARRIERA DI SANTAROGA”, di Frank HERBERT. BU0NA LETTURA!

  13. Non lo conosco, di Frank Herbert ho solo il ciclo di Dune. Se lo trovo lo prendo.

  14. Ho letto il libro e lungi dal definirlo un capolavoro devo però dire che vale la pena leggerlo. Tralasciando considerazioni varie sull’autore, fin troppo facili e scontate, personalemnte ho apprezzato il romanzo tanto da consigliarlo: è uno di quei libri che, quando lo finisci, ti lasciano dentro l’eco delle sensazioni ed emozioni suscitate. Buona lettura! :)

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