La Canzone di Shannara di Terry Brooks
La Canzone di Shannara è la bellissima conclusione della prima trilogia dedicata alle Quattro Terre, il mondo fantastico creato da Terry Brooks.
Dall’epoca di Shea Ohmsford e della leggendaria spada degli Elfi sono trascorsi oltre settant’anni. Toccherà agli eredi, questa volta, portare a termine la missione affidata dai Druidi.
In questo romanzo varcheremo i confini delle Terre dell’Est, addentrandoci nelle terre dei Nani, fino a raggiungere località infide e pericolose, dove si nasconde il male.
Ancora una volta incontriamo creature bizzarre e demoniache, personaggi scaltri e uomini di potere ed esseri leggendari che abbiamo già conosciuto e che si combinano fra loro per dare vita ad una storia fantastica, in uno stile descrittivo ed avvincente.
- La Canzone di Shannara di Terry Brooks (tit. orig. The Wishsong of Shannara)
- Mondadori
- 478 pagine
- giugno 1986
Altri romanzi di Terry Brooks consigliati sullo stesso genere:
Ti è piaciuta questa recensione? Segui il blog sulla fan page di Facebook, abbonati ai suoi feed o seguilo su Twitter, dove potrai leggere argomenti sull'editoria, la scrittura e il marketing editoriale.
5 commenti a “La Canzone di Shannara di Terry Brooks”
Attenzione, nei commenti possono essere presenti spoiler del libro
Vuoi lasciare un commento a questa recensione? Fammi sapere che cosa pensi su "La Canzone di Shannara di Terry Brooks".
Hanno parlato di questa recensione
- I figli di Armageddon di Terry Brooks | Libri da leggere
- La Spada di Shannara di Terry Brooks | Libri da leggere
- Le Pietre Magiche di Shannara di Terry Brooks


Abbonati ai
Diventa fan di
Segui il blog su
Leggi la pagina su 



Antologia di 365 storie nere scritte da autori famosi ed esordienti a
favore di A.I.S.EA Onlus, associazione di famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante.





Tutto esatto, se non fosse per il fatto che dai tempi de “La Spada” sono passati 70 anni: 50 tra “La Spada” e “Le Pietre Magiche” e 20 tra “Le Pietre Magiche” e “La Canzone”.
Sì, è vero, ho sbagliato a scrivere… settant’anni al posto di novanta
Grazie.